Il nucleare di nuova generazione è al centro dell’agenda energetica italiana ed europea.
- Quali opportunità concrete esistono oggi per le aziende che cercano un’alternativa al gas naturale?
- Qual è l’effettivo ruolo del nucleare nella stabilizzazione dei costi dell’energia?
Il nucleare di nuova generazione può diventare un tassello strategico per la competitività dell’industria italiana, a patto di affrontare in tempo rischi e nodi ancora aperti.
È il messaggio emerso dal webinar di KN Italy, dedicato al ritorno dell’Italia al nucleare dopo la recente legge sul nucleare sostenibile, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre.
Ospite dell’incontro Alessandro Dodaro, Direttore del dipartimento nucleare di ENEA.
La decarbonizzazione richiede energia continua, programmabile e a basse emissioni, sia per l’elettricità (si pensi alla crescita di data center, digitalizzazione e intelligenza artificiale) sia per il calore di processo di molti settori industriali. In questo scenario, i reattori di nuova generazione, a partire dagli SMR, potrebbero fornire elettricità, calore di processo e idrogeno su larga scala, contribuendo a calmierare i costi dell’energia e a rafforzare la competitività delle imprese. Lo sviluppo del nucleare rappresenta inoltre un’occasione per riattivare competenze e una filiera nazionale, dalla meccanica alla componentistica, già presente su gran parte della catena del valore.
Non mancano però i rischi: l’accettabilità sociale, i lunghi tempi di ritorno e il costo del capitale, la qualificazione della supply chain e i possibili colli di bottiglia industriali a livello europeo. A questi si aggiungono la carenza di competenze, con circa 120.000 posti di lavoro da formare se il programma nucleare verrà realizzato, e l’assenza in Italia di un ciclo del combustibile.
Tra i fattori di successo, ENEA indica un quadro regolatorio chiaro con decreti attuativi della legge delega, un’autorità indipendente, procedure certe e tempi definiti, oltre a partnership internazionali e a un sistema di università, centri di ricerca e scuole tecniche all’avanguardia. Il punto chiave resta la complementarità con le rinnovabili: il nucleare non le sostituisce, ma ne aumenta la stabilità di rete e ne contiene i costi di sistema. Per l’industria italiana, l’opportunità principale è partecipare alla filiera europea, qualificandosi attraverso progetti internazionali.
Guarda l’approfondimento di Alessandro Dodaro – Direttore Dipartimento Nucleare, ENEA.
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